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Teggiano

TEGGIANO

Teggiano è abbarbicato in cima a un colle, quasi al centro del Vallo di Diano. Il paese, con la sua poderosa cinta di mura, è tra i centri storicamente più rivelanti del Cilento, se non il più importante. Le sue origini sono remote. Teggiano fu una delle 12 città che formarono la cosiddetta Federazione Lucana, e lo stanno a dimostrare le tombe rinvenute nel 1929 e nel 1977 in contrada San Marco. Nei corredi, figurano anche i vasi a figure rosse, databili al IV secolo a.C. Al termine delle guerre annibaliche, con lo scioglimento della Federazione lucana, la città acquisì la cittadinanza romana e si dotò dell’inevitabile foro. Numerose tracce lo confermano, dalle iscrizioni latine ai decori architettonici. In età imperiale, però, il paese cambiò nome da e da Tegianum divenne Dianum, denominazione che poi, tradotta nel volgare Diano, si mantenne fino al 1862 e venne estesa a tutto il Vallo.

Nel corso del Medioevo, Diano fu feudo dei Sanseverino, principi di Salerno, che ne potenziarono il ruolo di roccaforte a guardia, insieme a Sala Consilina ma in posizione opposta, della valle del Tanagro e della strada che porta in Calabria. Il principe assoldò architetti che diedero al paese una struttura urbanistica tipicamente medievale, con l’abitato composto di strade strette e tortuose, che si raccoglie intorno all’imponente fortezza. Il castello, costruito nel 1285, ha subito numerose trasformazioni e fu in parte ricostruito a metà del XIX secolo. Oggi, quasi del tutto diroccato, si affaccia su piazza del Municipio. Sul lato opposto, spicca la trecentesca chiesa di San Francesco con il suo bel portale in stile romanico. All’interno, cela un coro ligneo del XVII secolo e un ciclo di affreschi. Gli altri monumenti, nella quasi totalità chiese, si concentrano principalmente lungo le direttive via San Cono, discesa Sant’Andrea e salita Corpo di Cristo, via San Giorgio. La chiesa di Santa Maria Maggiore (odierna cattedrale della diocesi di Teggiano Policastro) risale ai primi secoli del Cristianesimo. Vanta un portale del 1271, opera di Melchiorre di Montalbano, e alcune sculture degli allievi di Tino da Camaino. In posizione più periferica rispetto alla piazza del Municipio, sorge la chiesa della Santissima Annunziata, di epoca angioina, mentre l’attuale museo Diocesano, ospitato nell’ex chiesa di San Pietro, espone opere e materiali dall’età romana al Settecento. Ma non è tutto: nel paese che si dipana a partire dall’obelisco di San Cono, merita una sosta la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, da cui scende nella bellissima cripta di Santa Venere, con volte a crociera, il grande Affresco quattrocentesco della Madonna con Bambino e Santi e un frammento di quello che ritrae, invece, Santa Venera. Palazzi nobiliari, porte medievali e stempi decorativi fanno di questo borgo un vero e proprio catalogo a cielo aperto dell’architettura storica e baronale dell’Italia del Sud. Senza contare i complessi monastici di Sant’Agostino, della SS.Pietà, la chiesa di San Martino e, naturalmente, il castello con la lunga cinta di mure originariamente megalitiche e fortificate, da cui molti belvedere offrono una vista panoramica del Vallo.

TEGGIANO

Teggiano è abbarbicato in cima a un colle, quasi al centro del Vallo di Diano. Il paese, con la sua poderosa cinta di mura, è tra i centri storicamente più rivelanti del Cilento, se non il più importante. Le sue origini sono remote. Teggiano fu una delle 12 città che formarono la cosiddetta Federazione Lucana, e lo stanno a dimostrare le tombe rinvenute nel 1929 e nel 1977 in contrada San Marco. Nei corredi, figurano anche i vasi a figure rosse, databili al IV secolo a.C. Al termine delle guerre annibaliche, con lo scioglimento della Federazione lucana, la città acquisì la cittadinanza romana e si dotò dell’inevitabile foro. Numerose tracce lo confermano, dalle iscrizioni latine ai decori architettonici. In età imperiale, però, il paese cambiò nome da e da Tegianum divenne Dianum, denominazione che poi, tradotta nel volgare Diano, si mantenne fino al 1862 e venne estesa a tutto il Vallo.

Nel corso del Medioevo, Diano fu feudo dei Sanseverino, principi di Salerno, che ne potenziarono il ruolo di roccaforte a guardia, insieme a Sala Consilina ma in posizione opposta, della valle del Tanagro e della strada che porta in Calabria. Il principe assoldò architetti che diedero al paese una struttura urbanistica tipicamente medievale, con l’abitato composto di strade strette e tortuose, che si raccoglie intorno all’imponente fortezza. Il castello, costruito nel 1285, ha subito numerose trasformazioni e fu in parte ricostruito a metà del XIX secolo. Oggi, quasi del tutto diroccato, si affaccia su piazza del Municipio. Sul lato opposto, spicca la trecentesca chiesa di San Francesco con il suo bel portale in stile romanico. All’interno, cela un coro ligneo del XVII secolo e un ciclo di affreschi. Gli altri monumenti, nella quasi totalità chiese, si concentrano principalmente lungo le direttive via San Cono, discesa Sant’Andrea e salita Corpo di Cristo, via San Giorgio. La chiesa di Santa Maria Maggiore (odierna cattedrale della diocesi di Teggiano Policastro) risale ai primi secoli del Cristianesimo. Vanta un portale del 1271, opera di Melchiorre di Montalbano, e alcune sculture degli allievi di Tino da Camaino. In posizione più periferica rispetto alla piazza del Municipio, sorge la chiesa della Santissima Annunziata, di epoca angioina, mentre l’attuale museo Diocesano, ospitato nell’ex chiesa di San Pietro, espone opere e materiali dall’età romana al Settecento. Ma non è tutto: nel paese che si dipana a partire dall’obelisco di San Cono, merita una sosta la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, da cui scende nella bellissima cripta di Santa Venere, con volte a crociera, il grande Affresco quattrocentesco della Madonna con Bambino e Santi e un frammento di quello che ritrae, invece, Santa Venera. Palazzi nobiliari, porte medievali e stempi decorativi fanno di questo borgo un vero e proprio catalogo a cielo aperto dell’architettura storica e baronale dell’Italia del Sud. Senza contare i complessi monastici di Sant’Agostino, della SS.Pietà, la chiesa di San Martino e, naturalmente, il castello con la lunga cinta di mure originariamente megalitiche e fortificate, da cui molti belvedere offrono una vista panoramica del Vallo.

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