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Santa Maria di Castellabate

Santa Maria di Castellabate è stata tra le prime località cilentane scoperte dal turismo balneare, in virtù delle spiagge (la più grande è a nord dell'abitato, la più bella, più piccina, si chiama Pozzillo), ma anche del suo centro storico, vivacissimo e affollatissimo di negozi e boutique lungo l'arteria principale. Si dipana a partire dalla chiesa di Santa Maria Assunta (XII secolo) fino alla più defilata chiesa di Santa Maria a mare, prospiciente il lido. Ma la magia del borgo s'accende con il tramonto e s'accresce via via che il buio cala e ammanta di nero i palazzi nobiliari (come palazzo Perrotti) che si alternano, in un gioco suggestico, alle abitazioni marinare tipiche dei pescatori, ancora numerosi nel paese. Si dedicano soprattutto alla pesca di tonni a spada. A Santa Maria sopravvivono anche alcuni maestri d'ascia, che, forti della loro tradizione, costruiscono imbarcazioni anche di 15 metri nei loro laboratori. In prossimità del mare, invece, affiorano i "rocchi", cioè i resti di una cava di pietre per la costruzione degli edifici d'età greco-romana, ed è stato istituito anche l'Antiquarium comunale (via Naso) che espone anfore, ancora e reperti di navi romane del I secolo d.C. Tutta l'area del resto abbonda di reperti risalenti agli antichi insediamenti romani.

Santa Maria di Castellabate è stata tra le prime località cilentane scoperte dal turismo balneare, in virtù delle spiagge (la più grande è a nord dell'abitato, la più bella, più piccina, si chiama Pozzillo), ma anche del suo centro storico, vivacissimo e affollatissimo di negozi e boutique lungo l'arteria principale. Si dipana a partire dalla chiesa di Santa Maria Assunta (XII secolo) fino alla più defilata chiesa di Santa Maria a mare, prospiciente il lido. Ma la magia del borgo s'accende con il tramonto e s'accresce via via che il buio cala e ammanta di nero i palazzi nobiliari (come palazzo Perrotti) che si alternano, in un gioco suggestico, alle abitazioni marinare tipiche dei pescatori, ancora numerosi nel paese. Si dedicano soprattutto alla pesca di tonni a spada. A Santa Maria sopravvivono anche alcuni maestri d'ascia, che, forti della loro tradizione, costruiscono imbarcazioni anche di 15 metri nei loro laboratori. In prossimità del mare, invece, affiorano i "rocchi", cioè i resti di una cava di pietre per la costruzione degli edifici d'età greco-romana, ed è stato istituito anche l'Antiquarium comunale (via Naso) che espone anfore, ancora e reperti di navi romane del I secolo d.C. Tutta l'area del resto abbonda di reperti risalenti agli antichi insediamenti romani.

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