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Punta Licosa

Punta Licosa è uno sperone roccioso che dal Monte Stella scende fino a toccare il mare. Di innegabile bellezza e ricchezza naturalistica, Punta Licosa deve il suo fascino anche al mito che l'ha accompagnata nel corso dei secoli. La leggenda vuole infatti che proprio qui, da queste rive, la sirena Leucosia si gettasse in acqua per non avere saputo o potuto conquistare Ulisse col suo canto ammaliatore. Una facile passeggiata a piedi permette di accedere alla Punta, battezzata anticamente anche Epineum o Posidium promontorium, oltre che promontorio delle Sirene. Dal porto di San Marco, si prende la mulattiera Vadunauto (o Vallo alto), alle spalle dell'Hotel L'approdo, e si cammina tra le pinete fino all'estremità di Licosa e del suo omonimo isolotto. Qui si trovano ruderi di mura, forse di un remoto edificio pubblico, e un faro della portata di oltre 12 miglia. Il sentiero prosegue ancora a sud-est, rasentando prima la cosiddetta "torre dimezzata" e poi la torre di Ogliastro, alla cui marina si arriva dopo circa sette chilometri. Diversamente, si può raggiungere Ogliastro Marina in auto, percorrendo la Ss 267 e poi prendendo la diramazione che condece a questa località balneare a ovest della foce del rivo dell'Arena. Si tratta di un'ampia insenatura sabbiosa, racchiusa a occidente dalle dorsali del monte Licosa. Da qui in avanti, la strada si spalanca su splendide vedute scenografiche, tagli di roccia grigia (tra cui i dirupi della Tempa rossa) e gruppi verdeggianti di pini. Giunti al culmine della salita, s'intravedono finalmente Acciaroli e Agnone, la breve strada per Montecorice e la vicina conca del rio Roviscelli. Nei dintorni, merita una tappa anche il paesino di Ortodonico, dove il Museo della civiltà contadina raccoglie da più di 25 anni documenti e oggetti che testimoniano la tradizione contadina locale (piazza Torre).

Punta Licosa è uno sperone roccioso che dal Monte Stella scende fino a toccare il mare. Di innegabile bellezza e ricchezza naturalistica, Punta Licosa deve il suo fascino anche al mito che l'ha accompagnata nel corso dei secoli. La leggenda vuole infatti che proprio qui, da queste rive, la sirena Leucosia si gettasse in acqua per non avere saputo o potuto conquistare Ulisse col suo canto ammaliatore. Una facile passeggiata a piedi permette di accedere alla Punta, battezzata anticamente anche Epineum o Posidium promontorium, oltre che promontorio delle Sirene. Dal porto di San Marco, si prende la mulattiera Vadunauto (o Vallo alto), alle spalle dell'Hotel L'approdo, e si cammina tra le pinete fino all'estremità di Licosa e del suo omonimo isolotto. Qui si trovano ruderi di mura, forse di un remoto edificio pubblico, e un faro della portata di oltre 12 miglia. Il sentiero prosegue ancora a sud-est, rasentando prima la cosiddetta "torre dimezzata" e poi la torre di Ogliastro, alla cui marina si arriva dopo circa sette chilometri. Diversamente, si può raggiungere Ogliastro Marina in auto, percorrendo la Ss 267 e poi prendendo la diramazione che condece a questa località balneare a ovest della foce del rivo dell'Arena. Si tratta di un'ampia insenatura sabbiosa, racchiusa a occidente dalle dorsali del monte Licosa. Da qui in avanti, la strada si spalanca su splendide vedute scenografiche, tagli di roccia grigia (tra cui i dirupi della Tempa rossa) e gruppi verdeggianti di pini. Giunti al culmine della salita, s'intravedono finalmente Acciaroli e Agnone, la breve strada per Montecorice e la vicina conca del rio Roviscelli. Nei dintorni, merita una tappa anche il paesino di Ortodonico, dove il Museo della civiltà contadina raccoglie da più di 25 anni documenti e oggetti che testimoniano la tradizione contadina locale (piazza Torre).

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