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Policastro Bussentino

Policastro Bussentino, cittadina che dà il nome a tutto il golfo, si è sviluppata intorno alle mura medievali costruite sopra le più antiche fondazione d'età greca. L'attuale toponimo deriva dal latino medievale policastrum, citta fortificata, e dal latino Buxentum: questo nome è la corruzione dall'originale greco Pixunte, con il quale la città è citata da Strabone e Livio. Entrambi i termini, latino e greco, a loro volta, rimandano alla pianta di bosso, che cresceva (e cresce) rigogliosa in queste zone. Al periodo romano risale l'antico lastricato stradale, recentemente valorizzato come spazio per manifestazioni artistiche. La cittadina si visita prinipalmente per la cattedrale dell'Assunta, con cripta a pianta tronca (VI secolo a.C.) e un campanile ornato da arcate intrecciate e sculture rinascimentali. Innalzata nell'XI secolo, sull'area di un tempio pagano e sulle vestigia di una chiesa bizantina, la cattedrale presenta, in facciata, un portale di raffinata fattura. Fu commissionato dal vescovo Carlo Pellapane nel 1455: reca, in alto, una splendida edicola in marmo con la Vergine in trono con il bambino, fiancheggiata da due angeli: quello di destra sottomette il borgo di Policastro; quello di sinistra le presenta il committente inginocchiato. Il museo diocesano, invece, preserva opere di notevole valore storico-artistico. Vi si segnalano in particolare: un crocefisso in avorio, di gusto fiammingo (XVII secolo); dipinti, paramenti e seppellettili in argento (XVIII e XIX secolo); una croce processionale in argento sbalzato, proveniente dalla parrocchiale di Santa Maria Assunta di Tortorella (seconda metà del XV secolo).

Policastro Bussentino, cittadina che dà il nome a tutto il golfo, si è sviluppata intorno alle mura medievali costruite sopra le più antiche fondazione d'età greca. L'attuale toponimo deriva dal latino medievale policastrum, citta fortificata, e dal latino Buxentum: questo nome è la corruzione dall'originale greco Pixunte, con il quale la città è citata da Strabone e Livio. Entrambi i termini, latino e greco, a loro volta, rimandano alla pianta di bosso, che cresceva (e cresce) rigogliosa in queste zone. Al periodo romano risale l'antico lastricato stradale, recentemente valorizzato come spazio per manifestazioni artistiche. La cittadina si visita prinipalmente per la cattedrale dell'Assunta, con cripta a pianta tronca (VI secolo a.C.) e un campanile ornato da arcate intrecciate e sculture rinascimentali. Innalzata nell'XI secolo, sull'area di un tempio pagano e sulle vestigia di una chiesa bizantina, la cattedrale presenta, in facciata, un portale di raffinata fattura. Fu commissionato dal vescovo Carlo Pellapane nel 1455: reca, in alto, una splendida edicola in marmo con la Vergine in trono con il bambino, fiancheggiata da due angeli: quello di destra sottomette il borgo di Policastro; quello di sinistra le presenta il committente inginocchiato. Il museo diocesano, invece, preserva opere di notevole valore storico-artistico. Vi si segnalano in particolare: un crocefisso in avorio, di gusto fiammingo (XVII secolo); dipinti, paramenti e seppellettili in argento (XVIII e XIX secolo); una croce processionale in argento sbalzato, proveniente dalla parrocchiale di Santa Maria Assunta di Tortorella (seconda metà del XV secolo).

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