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Pisciotta

PISCIOTTA

Erchemperto, monaco di Montecassino, ci narra che l’antica Buxentum fu distrutta, intorno all’850, ad opera dei Saraceni. Abbandonate le pericolose coste, gli abitanti ripararono verso l’interno dove, tra il IX e il X secolo, fondarono Pisciotta. Feudo di Federico II, il paese passò nel Trecento in mano angioina e, successivamente ai Caracciolo, che ne furono, per secoli, i feudatari. A Rodio, frazione e primo avamposto del paese, occorre fermarsi per ammirare Palazzo Landulfo. A Pisciotta la sosta deve prolungarsi per non perdere la bellezza del Palazzo marchesale, della seminascosta chiesetta settecentesca di Santa Maria della Mercede e, in piazzetta Pagano, l’imponente costruzione della chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo. Essa fu largamente ampliata e rimaneggiata per tutto il Settecento, epoca alla quale appartengono, per la maggior parte, le sculture lignee che ne ornano cappelle e altari. Tra esse, la più interessante e venerata è quella della Vergine dei Sette Dolori, nella Cappella del Monte dei Morti. Qui sono conservati anche i paramenti sacri appartenuti a Luigi Pappacoda, vescovo di Capaccio tra il 1635 e il 1639 e poi presule a Lecce.

http://www.fotoeweb.it/cilento/Foto%20Pisciotta.htm

PISCIOTTA

Erchemperto, monaco di Montecassino, ci narra che l’antica Buxentum fu distrutta, intorno all’850, ad opera dei Saraceni. Abbandonate le pericolose coste, gli abitanti ripararono verso l’interno dove, tra il IX e il X secolo, fondarono Pisciotta. Feudo di Federico II, il paese passò nel Trecento in mano angioina e, successivamente ai Caracciolo, che ne furono, per secoli, i feudatari. A Rodio, frazione e primo avamposto del paese, occorre fermarsi per ammirare Palazzo Landulfo. A Pisciotta la sosta deve prolungarsi per non perdere la bellezza del Palazzo marchesale, della seminascosta chiesetta settecentesca di Santa Maria della Mercede e, in piazzetta Pagano, l’imponente costruzione della chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo. Essa fu largamente ampliata e rimaneggiata per tutto il Settecento, epoca alla quale appartengono, per la maggior parte, le sculture lignee che ne ornano cappelle e altari. Tra esse, la più interessante e venerata è quella della Vergine dei Sette Dolori, nella Cappella del Monte dei Morti. Qui sono conservati anche i paramenti sacri appartenuti a Luigi Pappacoda, vescovo di Capaccio tra il 1635 e il 1639 e poi presule a Lecce.

http://www.fotoeweb.it/cilento/Foto%20Pisciotta.htm

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