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Palinuro

PALINURO

L’origine del toponimo Palinuro è stato ricondotto dagli studiosi moderni al greco palin (di nuovo) e ouros (vento), a indicare un capo che faceva in un certo senso da sparti-vento. Il suggestivo racconto relativo al nocchiero Palinuro è riportato da Virgilio nell’Eneide. Ogni anno a Palinuro, e verso la fine d’Agosto, si rievoca ‘’La notte del Mito’’, in onore del valoroso nocchiero, immortalato molti secoli prima del capolavoro virgiliano anche da Omero nell’Odissea, quando il mitico Ulisse lo volle con sé nel suo tormentato viaggio verso Itaca. La trasposizione teatrale d’uno dei miti più intriganti dell’antichità avviene sulla spiaggia del Mingardo, e coinvolge centinai di figuranti in costume. Palinuro è la località a cinque stelle del litorale cilentano, grazie al suo mare limpidissimo, alla sua spiaggia sterminata, alla sua meravigliosa scogliera, composta da grotte naturali e baie stupende. Gli amanti della natura rimarranno affascinati dal garofano delle rupi e dall’iberis sempre verde, anche se il fiore tipico è la Primula Palinuri, mazzetti di fiore giallo-dorati con verdi rosette di foglie coriacee, che vivono nelle fessure di rupi verticali prospicienti il mare. Da qualche anno, la Primula di Palinuro è il simbolo ufficiale del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Palinuro è ricca di reperti archeologici. Il sito fu abitato già in epoca preistorica, come testimoniano i ritrovamenti nelle grotte dislocate lungo Capo Palinuro e ai piedi della collina della Molpa, che risalgono al Paleolitico medio e superiore, e l’insediamento neolitico portato alla luce in località San Paolo. Sulla Molpa, completamente abbandonata nel 1464, s’ergono ancora le rovine del castello. Nella zona denominata ‘’Spiaggia della Ficocella’’ è stata allestito un Antiquarium, che conserva i reperti rinvenuti nelle grotte e nelle necropoli collinari d’età primitive e greche.

Le grotte di Capo Palinuro sono oggetto di studio geomorfologico ed ecologico da parte di vari gruppi di speleologi marini. In totale si possono contare 32 grotte di cui la più importante è la Grotta Azzurra, a cui s’accede via mare, caratterizzata dal colore azzurro brillante dovuto alla presenza di un sifone della profondità di circa 20 metri, che permette l’irraggiamento della luce solare all’interno. Estremamente suggestiva la Grotta dei Monaci, così chiamata per la presenza di stalagmiti di colore marrone scuro, nelle forme richiamanti monaci in preghiera. Molto bella è la grotta del Presepe, il cui nome dice già tutto. Interessante da un punto di vista strettamente scientifico la Grotta delle Ossa; è caratterizzata dalla presenza, all’interno, d’ossa d’animali preistorici. Infine il meraviglioso arco naturale posto alla foce del fiume Mingardo, in una bellissima insenatura a cavallo fra due spiagge. Tutte le grotte sono raggiungibili unicamente via mare. L’arco naturale custodisce una spiaggia ch’è un autentico gioiellino, lungo la quale s’apre un porticciolo fluviale per piccolissime imbarcazioni a pescaggio minimo. Molto bella è anche la spiaggetta del Buon Dormire, proprio di fronte all’isoletta del Coniglio.

http://www.capopalinuro.it/

http://www.fotoeweb.it/cilento/Foto%20Palinuro.htm

https://www.palinuro.it/

PALINURO

L’origine del toponimo Palinuro è stato ricondotto dagli studiosi moderni al greco palin (di nuovo) e ouros (vento), a indicare un capo che faceva in un certo senso da sparti-vento. Il suggestivo racconto relativo al nocchiero Palinuro è riportato da Virgilio nell’Eneide. Ogni anno a Palinuro, e verso la fine d’Agosto, si rievoca ‘’La notte del Mito’’, in onore del valoroso nocchiero, immortalato molti secoli prima del capolavoro virgiliano anche da Omero nell’Odissea, quando il mitico Ulisse lo volle con sé nel suo tormentato viaggio verso Itaca. La trasposizione teatrale d’uno dei miti più intriganti dell’antichità avviene sulla spiaggia del Mingardo, e coinvolge centinai di figuranti in costume. Palinuro è la località a cinque stelle del litorale cilentano, grazie al suo mare limpidissimo, alla sua spiaggia sterminata, alla sua meravigliosa scogliera, composta da grotte naturali e baie stupende. Gli amanti della natura rimarranno affascinati dal garofano delle rupi e dall’iberis sempre verde, anche se il fiore tipico è la Primula Palinuri, mazzetti di fiore giallo-dorati con verdi rosette di foglie coriacee, che vivono nelle fessure di rupi verticali prospicienti il mare. Da qualche anno, la Primula di Palinuro è il simbolo ufficiale del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Palinuro è ricca di reperti archeologici. Il sito fu abitato già in epoca preistorica, come testimoniano i ritrovamenti nelle grotte dislocate lungo Capo Palinuro e ai piedi della collina della Molpa, che risalgono al Paleolitico medio e superiore, e l’insediamento neolitico portato alla luce in località San Paolo. Sulla Molpa, completamente abbandonata nel 1464, s’ergono ancora le rovine del castello. Nella zona denominata ‘’Spiaggia della Ficocella’’ è stata allestito un Antiquarium, che conserva i reperti rinvenuti nelle grotte e nelle necropoli collinari d’età primitive e greche.

Le grotte di Capo Palinuro sono oggetto di studio geomorfologico ed ecologico da parte di vari gruppi di speleologi marini. In totale si possono contare 32 grotte di cui la più importante è la Grotta Azzurra, a cui s’accede via mare, caratterizzata dal colore azzurro brillante dovuto alla presenza di un sifone della profondità di circa 20 metri, che permette l’irraggiamento della luce solare all’interno. Estremamente suggestiva la Grotta dei Monaci, così chiamata per la presenza di stalagmiti di colore marrone scuro, nelle forme richiamanti monaci in preghiera. Molto bella è la grotta del Presepe, il cui nome dice già tutto. Interessante da un punto di vista strettamente scientifico la Grotta delle Ossa; è caratterizzata dalla presenza, all’interno, d’ossa d’animali preistorici. Infine il meraviglioso arco naturale posto alla foce del fiume Mingardo, in una bellissima insenatura a cavallo fra due spiagge. Tutte le grotte sono raggiungibili unicamente via mare. L’arco naturale custodisce una spiaggia ch’è un autentico gioiellino, lungo la quale s’apre un porticciolo fluviale per piccolissime imbarcazioni a pescaggio minimo. Molto bella è anche la spiaggetta del Buon Dormire, proprio di fronte all’isoletta del Coniglio.

http://www.capopalinuro.it/

http://www.fotoeweb.it/cilento/Foto%20Palinuro.htm

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