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Marina di Camerota

MARINA DI CAMEROTA

Grosso centro turistico-balneare sviluppatosi in una posizione invidiabile, su un promontorio tra la punta della torre dell’isola e quella della torre Zancale, tra rocce e scogliere.  La costa è un susseguirsi di grotte, parecchie delle quali sono di gran interesse paleontologico e paletnologico, come quella della Cala, nella quale sono stati rinvenuti i resti dell’homo camerotensis, oltre a numerose selci, schegge di quarzite e di diaspro, frammenti d’ossa d’animali e di conchiglie. Tutto ciò dimostra che la grotta era adibita, nella preistoria, a dimora umana. Altre cavità di rilievo sono la Grotta della Serratura (così detta per la forma dell’ingresso), quella del Cimitero (si trova nelle vicinanze del cimitero) e quella della Calanca, in cui furono rinvenuti resti di fauna quaternaria. Un giro in barca offre visite ad altre grotte, meno rilevanti sotto il profilo paleontologico, ma non meno belle e suggestive: accanto alla penisoletta Zancale, c’è la Grotta degli innamorati. I vecchi pescatori narrano che, quando le giovani coppie venivano ostacolate dai genitori, scappavano qui. E al loro ritorno a casa le famiglie si vedevano costrette a celebrare il matrimonio riparatore.  Sul nome invece di Cala Montediluna, le ipotesi sono due. La prima è legata all’impressione che si ha guardando la cala del paese: pare che la luna sorga dall’omonimo monte che sovrasta la cavità; la seconda fa riferimento alla forma della grotta, molto simile a quella d’una luna intagliata nella roccia. Ma è la grotta Porto degli infreschi la più famosa e interessante. Il porto è un’insenatura naturale circolare, sulla quale si fronteggiano la cappella di San Lazzaro e la torre del Frontone, costruita anch’essa, come tant’altre, per avvistare e difendersi dai Saraceni. Qui, i Romani si rifornivano dell’acqua dolce che fuoriusciva e fuoriesce da un pozzo. Nei calcari delle rocce, s’apre la fessura da cui s’accede alla grotta, detta degli infreschi per via della frescura che v’è all’interno, grazie alla presenza della sorgente. Una volta veniva usata addirittura come frigorifero naturale dove conservare il tonno appena pescato. Per raggiungerla, ci si può affidare alla Cooperativa Cilento mare.

https://www.marinadicamerota.it/

MARINA DI CAMEROTA

Grosso centro turistico-balneare sviluppatosi in una posizione invidiabile, su un promontorio tra la punta della torre dell’isola e quella della torre Zancale, tra rocce e scogliere.  La costa è un susseguirsi di grotte, parecchie delle quali sono di gran interesse paleontologico e paletnologico, come quella della Cala, nella quale sono stati rinvenuti i resti dell’homo camerotensis, oltre a numerose selci, schegge di quarzite e di diaspro, frammenti d’ossa d’animali e di conchiglie. Tutto ciò dimostra che la grotta era adibita, nella preistoria, a dimora umana. Altre cavità di rilievo sono la Grotta della Serratura (così detta per la forma dell’ingresso), quella del Cimitero (si trova nelle vicinanze del cimitero) e quella della Calanca, in cui furono rinvenuti resti di fauna quaternaria. Un giro in barca offre visite ad altre grotte, meno rilevanti sotto il profilo paleontologico, ma non meno belle e suggestive: accanto alla penisoletta Zancale, c’è la Grotta degli innamorati. I vecchi pescatori narrano che, quando le giovani coppie venivano ostacolate dai genitori, scappavano qui. E al loro ritorno a casa le famiglie si vedevano costrette a celebrare il matrimonio riparatore.  Sul nome invece di Cala Montediluna, le ipotesi sono due. La prima è legata all’impressione che si ha guardando la cala del paese: pare che la luna sorga dall’omonimo monte che sovrasta la cavità; la seconda fa riferimento alla forma della grotta, molto simile a quella d’una luna intagliata nella roccia. Ma è la grotta Porto degli infreschi la più famosa e interessante. Il porto è un’insenatura naturale circolare, sulla quale si fronteggiano la cappella di San Lazzaro e la torre del Frontone, costruita anch’essa, come tant’altre, per avvistare e difendersi dai Saraceni. Qui, i Romani si rifornivano dell’acqua dolce che fuoriusciva e fuoriesce da un pozzo. Nei calcari delle rocce, s’apre la fessura da cui s’accede alla grotta, detta degli infreschi per via della frescura che v’è all’interno, grazie alla presenza della sorgente. Una volta veniva usata addirittura come frigorifero naturale dove conservare il tonno appena pescato. Per raggiungerla, ci si può affidare alla Cooperativa Cilento mare.

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