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Cippo Carlo Pisacane

A Sanza, nei primi anni del Novecento, si era pensato di commemorare degnamente la figura di Carlo Pisacane, dopo che la città di Salerno nel 1864 aveva eretto una statua, e all’inaugurazione avevano partecipato Menotti e Ricciotti Garibaldi.

Nel 1903 era stato costituito un “Comitato per le Onoranze a Carlo Pisacane” con la finalità di celebrare con un cippo ed una cerimonia pubblica il 46° anniversario della morte dell’eroe a Sanza. Il consiglio comunale del paese aveva recepito la proposta con una delibera datata 7 giugno 1903.

Ma solo nel giugno del 1904, con l’elezione del nuovo sindaco, Angelo Martino, una commissione esecutiva, in data 18 giugno, prese la decisione di inaugurare finalmente il 3 luglio 1904 il cippo marmoreo. La commissione invitò la cittadinanza, i cittadini della provincia e gli italiani tutti con un avviso pubblico in cui si celebrava la figura del patriota.

“Pisacane campione stesso dell’italica rivoluzione, crociato di tutte le libertà, in faticato propugnatore della fratellanza e dell’uguaglianza dei popoli, martire dell’inconcussa fede, ond’Egli fece olocausto della fiorente sua giovinezza, del suo robusto ingegno.”

A Sanza, nei primi anni del Novecento, si era pensato di commemorare degnamente la figura di Carlo Pisacane, dopo che la città di Salerno nel 1864 aveva eretto una statua, e all’inaugurazione avevano partecipato Menotti e Ricciotti Garibaldi.

Nel 1903 era stato costituito un “Comitato per le Onoranze a Carlo Pisacane” con la finalità di celebrare con un cippo ed una cerimonia pubblica il 46° anniversario della morte dell’eroe a Sanza. Il consiglio comunale del paese aveva recepito la proposta con una delibera datata 7 giugno 1903.

Ma solo nel giugno del 1904, con l’elezione del nuovo sindaco, Angelo Martino, una commissione esecutiva, in data 18 giugno, prese la decisione di inaugurare finalmente il 3 luglio 1904 il cippo marmoreo. La commissione invitò la cittadinanza, i cittadini della provincia e gli italiani tutti con un avviso pubblico in cui si celebrava la figura del patriota.

“Pisacane campione stesso dell’italica rivoluzione, crociato di tutte le libertà, in faticato propugnatore della fratellanza e dell’uguaglianza dei popoli, martire dell’inconcussa fede, ond’Egli fece olocausto della fiorente sua giovinezza, del suo robusto ingegno.”

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